Robin Stevens, Il mistero del Guggenheim

Il mistero del Guggenheim è il seguito de Il mistero del London Eye di Siobhan Dowd, di cui vi ho già parlato qui.

Dopo aver scritto Il mistero del London Eye nel 2007, poco prima di morire a causa di un cancro al seno, Siobhan Dowd aveva firmato un contratto con la casa editrice inglese per un seguito, dal titolo Il mistero del Guggenheim. Effettivamente alla fine del primo romanzo, Salim e zia Glo si trasferiscono a New York. Dopo la morte dell’autrice, la casa editrice inglese ha individuato una scrittrice esperta di gialli e intrecci romanzeschi, Robin Stevens, e le ha affidato il difficile compito di ideare una storia avvincente e sopratutto coerente con il titolo e con le vicende narrate nel romanzo precedente.

Il libro è raccontato, come quello precedente, da Ted Spark, un ragazzo di 12 anni e 281 giorni, come dice lui. Questo libro è particolare soprattutto perché il nostro caro Ted ha la sindrome di Asperger, cioè il suo cervello ha un sistema operativo diverso da quello degli altri, fa attenzione a tantissimi dettagli e non gli sfugge nulla. Quindi grazie a questa sindrome riesce ad arrivare a conclusioni a cui nessun altro sarebbe arrivato e così a risolvere il mistero.

A me è piaciuto molto questo libro, perché proprio quando tu pensi di aver capito chi è il colpevole la situazione si ribalta: senti Ted che dice: “No, ho capito tutto” e aspetti che ti spieghi come ha fatto a capirlo, ma manca ancora un capitolo! Allora ti divori il capitolo in un secondo, poi finalmente Ted ti spiega la situazione e tutto quadra, ma non vuoi ammetterlo perché un colpevole ti sta a cuore…
Età consigliata per questo libro: dai 10 anni in su.
– Pito
Robin Stevens, Il mistero del Guggenheimultima modifica: 2021-04-10T14:41:36+02:00da giuliadibez
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