Fannie Flagg, Pomodori verdi fritti al Caffè di Whistle Stop

Romanzo d’esordio di Fannie Flagg (1987), da cui è stato tratto il film del 1991, desideravo leggerlo da quando ne ho saputo l’esistenza. L’ho letto assaporando le pagine, e sovrapponendo le immagini del film, che avevo vivide nella memoria, a quelle create dall’autrice. La struttura del romanzo è particolare, e intreccia diversi piani temporali: ogni capitoletto è infatti introdotto dall’indicazione del luogo e dell’anno di cui si parla. La storia in primo piano è quella dell’improbabile amicizia tra Ninny Threadgoode, anzlocandinaPVFiana ospite della casa di riposo Rose Terrace a Birmingham, Alabama, e Evelyn, donna di mezza età che vive una profonda crisi esistenziale (anche legata alla menopausa, come suggerisce Ninny) rispetto alla propria identità. Evelyn si è sposata, ha avuto due figli, ha fatto tutto ciò che ci si poteva aspettare da lei, ma sente montare dentro di sé una paura e una rabbia più grandi di lei. L’amicizia inaspettata con Ninny la aiuterà ad attraversare la crisi e a prendere più coscienza di sé stessa.

Durante gli incontri tra Evelyn e Ninny, quest’ultima parla, racconta all’amica le vicende suo passato (gli anni ’20 in Alabama) che ruotano attorno alla cittadina di Whistle Stop, e in particolare al caffé gestito da Idgie, la cognata di Ninny, e Ruth. Il rapporto tra Idgie e Ruth è una delle cose più belle del romanzo: un amore forte, delicato, persistente, un amore vero e reale, che tiene dentro il caratteraccio e la generosità di Idgie, la sofferenza e i silenzi di Ruth. Le due crescono insieme il figlio di Ruth, e aprono le porte del caffè a chiunque, senza alcuna distinzione; cosa che negli anni della segregazione razziale, attira loro non poche malignità. Anche l’argomento del razzismo è affrontato dall’autrice con delicatezza e profondità estreme, facendo parlare i protagonisti e in particolare attraverso la presenza della famiglia di Big George, amico fraterno di Idgie. Tutti i personaggi dei racconti di Ninny diventeranno per Evelyn come dei nuovi amici, che la accompagnano alla scoperta di sé stessa.

Più che la trama, avvincente e bella, trovo che il punto di forza della narrazione siano proprio i personaggi: sfaccettati, tridimensionali, complessi, mai a senso unico, capaci di amore sconfinato e di egoismo nello stesso tempo, proprio come tutti gli esseri umani.

Fannie Flagg, Pomodori verdi fritti al Caffè di Whistle Stopultima modifica: 2020-11-20T12:45:29+01:00da giuliadibez
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