Pippi Calzelunghe, Astrid Lindgren

Questo libro mi è piaciuto moltissimo e perciò voglio fargli la  recensione.

Pippi  è una ragazzina fuori dal normale: vive in casa da sola con un cavallo e una scimmietta, non va a scuola e non sa molte cose, è  ricchissima, è dotata di un’ incredibile forza – solleva il suo cavallo con una sola mano, e pensare che ha solo 9 anni! Inoltre è molto simpatica. Tommy e Annika, i suoi vicini di casa, sono fortunati ad avere Pippi come amica perché  non si trova un’ altra bambina  così  e con lei vivranno divertentissime avventure. La storia di Pippi che mi è piaciuta di più è quando Pippi, Tommy e Annika decidono di far naufragio e Pippi è molto esperta in questo perché col padre viaggiava per i mari…

Lo consiglio a chi ama le storie divertenti e lo consiglio perché è divertentissimo e un pochino avventuroso. 

  • Mary

Vi racconto meglio chi è la straordinaria creatrice di Pippi Calzelunghe, autrice anche di moltissimi altri libri, esclusivamente per bambini perché, come ha dichiarato lei stessa: “solo i bambini fanno miracoli quando leggono, e a me interessa scrivere solo per loro”.

Astrid Lindgren nasce a Vimmerby nel 1907, a 300 km da Stoccolma; seconda di quattro figli, trascorre l’infanzia nella fattoria di famiglia, dove insieme ai fratelli dà una mano nel lavoro, ma ha anche tempo per giocare libera gran parte della giornata.

A scuola è brava nella lettura e nella scrittura, e a 17 anni trova il suo primo lavoro come correttrice di bozze in un giornale. Si innamora del suo capo, trent’anni più grande di lei e sposato, con cui ha una storia e resta incinta a 18 anni, nel 1925. Per evitare le chiacchiere e gli sguardi scandalizzati del paese, si trasferisce da sola a Stoccolma, dove studia da segretaria; per partorire il figlio Lasse va a Copenaghen in una casa per ragazze madri; ma non avendo di che mantenerlo si trova costretta ad affidarlo ad una madre adottiva danese. Torna a Stoccolma e trova lavoro come segretaria dell’Automobile club; va a trovare il figlio a Copenaghen ogni fine settimana, per 5 anni, finché non può riprenderlo con sé a seguito del matrimonio con Sture Lindgren, il suo capo, nel 1931.

Nel 1934 Astrid dà alla luce Karin, la figlia grazie alla quale nasce Pippi Calzelunghe: infatti la bimba è di salute cagionevole, e per farla sentire meglio ogni sera la mamma le racconta storie diverse. Una sera Karin le chiede: “Mi racconti la storia di Pippi Calzelunghe?” Un nome così folle che il personaggio viene fuori di conseguenza.

Pippi infatti è una bambina davvero fuori dal normale: non solo per la sua ricchezza e per la sua forza, ma anche perché fa e dice cose che non si fanno e non si dicono (evita la scuola, va a letto quando vuole) e come Peter Pan non vuole crescere, anzi rimarrà sempre bambina grazie alle magiche pillole cunegonde. Eppure questa bambina selvaggia che non ha paura di niente, che ha un innato senso della giustizia e picchia i bulli per punirli, è una sorta di supereroina: anche gli adulti si fidano di lei, sono tranquilli se i loro figli sono con lei.

Nel 1944 Astrid si sloga una caviglia e costretta all’immobilità stenografa e batte a macchina le storie di Pippi, le rilega, le illustra e le regala alla figlia per il suo decimo compleanno. A questo punto le viene l’idea di inviare il manoscritto con le storie a un editore, perché se fanno sentire meglio la sua bambina, forse potranno avere lo stesso effetto anche sugli altri.

Nel 1945 esce la prima edizione di Pippi Calzelunghe per la casa editrice Rabén & Sjögren, e ad Astrid viene offerto il lavoro di curatrice della collana di libri per l’infanzia nella stessa casa editrice, lavoro che svolgerà per 25 anni. Le storie di Pippi riscuotono immediatamente un enorme successo: da tutto il mondo iniziano a scriverle i bambini, e lei risponde personalmente a tutte le lettere nella lingua del mittente.

Siamo nel 1945 ed è appena finita la seconda guerra mondiale: la storia di Pippi è più simile di quanto si pensi a quella di molti altri bambini del dopoguerra: sua mamma è in cielo, che la guarda con un grande cannocchiale d’oro, e il padre è disperso su un’isola nell’oceano dopo un naufragio; in Europa la gran parte dei bambini, proprio come Pippi, non ha uno o entrambi i genitori e deve cavarsela con le proprie forze.

Parallele al grande successo di Pippi, iniziano ad arrivare critiche feroci: tutte concordano sul fatto che il libro è  diseducativo e immorale. Astrid, dando prova di grande lungimiranza, risponde così: “I bambini sanno da soli cosa censurare quando leggono: diamo amore, tanto amore e ancora amore, il buonsenso verrà da solo”.

Questa frase descrive benissimo l’approccio divertito e appassionato con cui mia figlia di 9 anni ha letto il libro, che  76 anni dopo la sua prima pubblicazione è ormai un classico della letteratura per l’infanzia.

Nel 1969 esce la serie tv di Pippi che aumenta la sua fama in tutto il mondo: nel 1971 Astrid Lindgren viene candidata al Nobel per la letteratura, poi vinto da Pablo Neruda.

La nostra autrice è una figura molto influente nel suo paese, anche a livello sociale e politico: nel 1978, durante il discorso di ringraziamento dopo aver ricevuto un importante premio, Lindgren prende posizione contro la violenza sui bambini – in anni nei quali le punizioni corporali erano considerate normali in gran parte del mondo – raccontando una semplice favola: un giorno una mamma, volendo punire il suo bambino e non avendo un bastone a portata di mano, chiede al bambino stesso di andare nel bosco, cercare un bastone e portarglielo. Il bambino torna e dice: “Non ho trovato un bastone ma ho trovato una pietra, se vuoi puoi tirarmela”. Per lui la mamma aveva intenzione di fargli del male, e poteva fargliene anche tirandogli una pietra. La mamma si mette a piangere, abbraccia il bambino e piangono insieme: poi mettono la pietra sul camino a perenne monito contro la violenza. L’anno successivo la Svezia promulga una legge in cui si punisce come crimine ogni tipo di violenza e punizione corporale su un minore.

Quando nel 1997 viene nominata personaggio svedese dell’anno, Astrid dichiara con straordinaria ironia: “Ma io sono cieca, sorda e mezza pazza, come fate a nominarmi personaggio dell’anno? Meglio non dirlo troppo in giro, altrimenti penseranno che tutti in Svezia sono come me!”. Quanto è adorabile? Il 28 gennaio del 2002 muore a 94 anni a Stoccolma, e quando per il suo ultimo compleanno le hanno chiesto cosa volesse ha risposto: “Pace nel mondo e vestiti carini”. Nello stesso anno il governo svedese ha istituito un premio letterario rivolto a scrittori e scrittrici per l’infanzia, intitolato a lei.

Di enorme ispirazione per questo articolo è stato il podcast di Morgana, ep. 23, che potete ascoltare qui. Ho ascoltato questo episodio di recente, e mi sono commossa e divertita scoprendo la storia di Astrid Lindgren, che è diventata una delle mie autrici preferite. L’episodio di Morgana  è stato registrato durante il lockdown del 2020, in condizioni avverse, e per questo le autrici del podcast (Michela Murgia e Chiara Tagliaferri) hanno scelto questa figura folle, libera, la più libera di tutte, che ci permettesse di sognare fuori dalle mura delle nostre case. Per questo le ringrazio.

Pippi Calzelunghe, Astrid Lindgrenultima modifica: 2021-03-21T19:24:21+01:00da giuliadibez
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