Franco Faggiani, La manutenzione dei sensi

Il circolo dei lettori delle Biblioteche di Roma lo scorso anno aveva proposto tra gli altri un libro di Franco Faggiani, intitolato Il guardiano della collina dei ciliegi: dalla presentazione mi aveva molto incuriosito, ma non l’avevo letto; avevo poi optato per un’altra proposta, e la curiosità per la scrittura di Faggiani era rimasta.

Quest’anno ho visto, consigliato da una ragazza che seguo su instagram, La manutenzione dei sensi, e ho deciso di leggerlo. La storia è raccontata in prima persona da Leonardo, che lavora con la sua scrittura e decide di fare una cosa che tanti dicono e pochi fanno: trasferirsi da Milano in Val di Susa con Martino, il ragazzo con sindrome di Asperger che ha in affido da qualche anno. La casa in cui si trasferiscono, sperduta tra le montagne, sembra l’oasi di pace che tante volte nei discorsi in famiglia mi capita di vagheggiare. Grande, in legno, ben costruita e progettata con spazi divisi per ognuno, con la vista sulle montagne. Devo dire che all’inizio questo libro mi lasciava un po’ indifferente: sì, storia interessante, ma nulla di più. E invece da pagina 137 in poi sono stata definitivamente conquistata: infatti, a pagina 137 Martino dice qualcosa che ha risuonato in me fortissimo:

In una sera così, mentre aspettavamo, mi aveva fatto la domanda. Senza preamboli.

“Mi racconti la storia?”.

“Di chi?”.

“La tua, la mia”.

Quante volte, da bambina, ho fatto la stessa domanda. Ai miei genitori, ai miei nonni. Volevo sapere, conoscere la loro storia che era anche la mia. Volevo ascoltare quell’insieme di eventi che avevano portato a me, qui e ora. La domanda che Martino fa a Leonardo è quella di un figlio al padre, e sancisce un legame che non è di sangue, ma è di storia. Martino, con la sua passione per la solitudine, per i boschi, per il lavoro manuale – fa l’intagliatore di legno nel tempo libero dalla scuola – si sente figlio di Leonardo anche se l’ha incontrato quando aveva già 8 anni di vita vissuta alle spalle, sente un legame tra la propria storia e quella dell’uomo ferito che prova a prendersi cura di lui. E anche la cura che Leonardo riserva a Martino mi ha colpito molto: è una cura fatta di silenzio, di spazio, di distanza rispettosa, di libertà e fiducia regalate senza pretendere niente in cambio. Leonardo non si considera un padre modello, ma è aperto, disponibile a farsi aiutare, a conoscere, a seguire da lontano quel ragazzo particolare con cui gli è capitato di vivere.

Le due principali figure femminili di questo libro sono assenti eppure molto presenti nella mente dei protagonisti: Nina, la figlia maggiore di Leonardo, è a studiare negli Stati Uniti, mentre Chiara, sua moglie, è morta da anni ed è con la sua assenza che Leonardo vive ogni giorno.

Altri straordinari personaggi vi attendono tra le pagine di questo libro, tra i quali Daniele Bermond, personaggio reale, proprietario dell’agriturismo Barbagust a Sansicario. Non vedo l’ora di poterci andare!

http://barbagust.com/

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Franco Faggiani, La manutenzione dei sensiultima modifica: 2020-12-28T17:17:41+01:00da giuliadibez
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