Daniele Mencarelli, Tutto chiede salvezza

Ho conosciuto Daniele Mencarelli nel 2018, dopo l’uscita del suo primo libro, “La casa degli sguardi”. Non lo conoscevo, e ho scoperto che Mencarelli, nato nel ’74 ad Ariccia, è un poeta in attività dal 2007, e che per lui la poesia è un modo di vivere, non semplicemente una forma d’arte. Entrambi i suoi romanzi, scritti in una lucida prosa poeta, con immagini vivide e coinvolgenti, sono autobiografici. Il protagonista si chiama Daniele, e gli eventi rielaborano quelli accaduti realmente all’autore.

“Tutto chiede salvezza” racconta gli eventi accaduti al Daniele ventenne, prima de “La casa degli sguardi”. Daniele ha una ferita, un grido che lo travolge davanti al dolore e alla mancanza di senso che vede intorno a sé, nella sua vita e in quella degli altri. Quando questo grido esplode, Daniele cerca di placarlo rifugiandosi nelle droghe e nell’alcool, nella speranza di anestetizzare la ferita.

Questo libro racconta la settimana che Daniele vive all’interno di un reparto di psichiatria a seguito di un Trattamento Sanitario Obbligatorio subito dopo un’esplosione di quelle a cui facevamo riferimento.

Nel reparto Daniele incrocia le storie di altri uomini, feriti come lui, e scopre la loro ricchezza e fragilità. Anche noi lettori insieme a lui, nei capitoli segnati dal passare dei giorni, ci inoltriamo nelle profondità del cuore umano, e ci appassioniamo alle vicende di Madonnina, Mario, Gianluca e Giorgio, tanto che ci sembra di vederli, di parlare con loro. Questa è la magia operata dalla scrittura di Mencarelli, fatta di immagini e dialoghi potenti: trasportare il lettore proprio lì, proprio dentro a quelle stanze. Non ci sono solo i pazienti, in questo libro: ci sono anche i medici e gli infermieri, e c’è la grande domanda che Mencarelli si pone, a cui il libro forse implicitamente tenta di rispondere.

Qual è il confine tra malattia mentale e disagio esistenziale derivante dal bisogno di senso? Quanto la nostra società che tenta di sopprimere il bisogno di senso è responsabile dell’esponenziale crescita delle diagnosi psichiatriche? Non si nega la malattia e non si negano i farmaci, assolutamente: i medici, le terapie – anche farmacologiche – sono fondamentali in presenza di una malattia. È necessario però che gli uomini ritornino a guardare, a prendere in considerazione le grandi domande del proprio cuore: il bisogno di senso, il desiderio di felicità, l’esigenza di giustizia e di verità sono connaturate agli uomini, ed è vitale non negarle, ma prendersene cura. 

Questo è secondo me il grande valore di questo libro – non è un messaggio esplicito, ma emerge potente dalle vicende umane che vi sono raccontate.

Ultimo appunto: questo romanzo sarà proposto dal Bibliopoint del Liceo in cui insegno, il Montale di Roma, a tutti gli studenti per il circolo dei lettori mensile. Io personalmente ho sofferto nel leggerlo, tanto è cruda la realtà descritta, ma vi assicuro che i ragazzi hanno bisogno di parlare di questi temi. Lo chiedono, lo vogliono, e vogliono che noi “grandi”, noi educatori non ci sottraiamo al dialogo con loro sui temi cruciali dell’esistenza. Non vogliono da noi risposte conclusive – e sa Dio che non saremmo capaci di dargliene, se non intrinsecamente parziali e ridotte – ma vogliono dialogare, parlare, non censurare i propri bisogni. E fa bene anche a noi accettare questa richiesta.

Vi farò sapere!

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Daniele Mencarelli, Tutto chiede salvezzaultima modifica: 2020-12-20T18:37:38+01:00da giuliadibez
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