R. J. Palacio, Wonder

wonder

Settembre, tempo di inizi. Soprattutto per gli insegnanti, e ancor più per gli studenti; in particolare per quegli studenti che iniziano il primo anno di un ciclo nuovo. Per esempio la prima media.

Wonder è il racconto del primo anno di scuola media di un bambino, un ragazzo straordinario in senso etimologico, fuori dalla norma. Ma cos’è la norma, cosa è normale?

August Pullman, che inizia a raccontare in prima persona la sua storia, si interroga,  e il lettore con lui, fin dalle prime righe del libro su questo:

So di non essere un normale ragazzino di dieci anni. Sì, insomma, faccio cose normali, naturalmente. Mangio il gelato. Vado in bicicletta. Gioco a palla. Ho l’Xbox. E cose come queste fanno di me una persona normale. Suppongo. E io mi sento normale. Voglio dire dentro. […] Se trovassi una lampada magica e potessi esprimere un desiderio, vorrei avere una faccia così normale da passare inosservato.

August ha la sindrome di Treacher-Collins, una rara malattia genetica che lo porta ad avere una grave deformazione facciale, ed è questo che lo rende strano agli occhi degli altri. Wonder racconta l’anno scolastico di August da diversi punti di vista: il suo, quello della sorella, dei genitori, dei vecchi amici e di quelli nuovi che incontra a scuola.

E’ un romanzo che parla dell’incontro con l’altro, con chi è diverso dai ciò a cui siamo abituati, e per questo è scomodo. Questo altro, scomodo, ferisce, costringe a una presa di posizione, non lascia indifferenti. La semplicità e l’apertura di lasciarsi cambiare, di lasciarsi ferire, ce la possiamo avere tutti, basta scegliere di dire di sì. Nel libro si vede bene: chi dice di sì, chi accetta di cambiare idea, di andare oltre l’apparenza e la paura, scopre un amico, una fonte di ispirazione, una possibilità nuova.

Tutti dovrebbero leggere Wonder, e anche più volte, perché ad ogni lettura lascia qualcosa di nuovo a cui pensare, da custodire nel cuore.

Quasi quasi, per augurarmi un buon nuovo inizio, lo ricomincio subito.

 

R. J. Palacio, Wonderultima modifica: 2018-09-08T12:00:14+02:00da giuliadibez
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